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“Bothanica”, l’ultima spettacolare esibizione dei Momix al Teatro Olimpico di Roma
Scritto da M.C.
Sunday 07 February 2010
Vita e poesia si fondono
in “Bothanica”, l’ultimo attesissimo spettacolo di Moses Pendleton, geniale
regista e coreografo statunitense, inventore dei Momix, che si è ispirato, per
la sua nuova performance, alle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi. Presentato
in prima mondiale il 10 febbraio dello scorso anno al teatro EuropAuditorium di
Bologna, “Bothanica” è giunto finalmente nella Capitale dopo un tour di sedici
settimane nelle principali città italiane, con intermezzi di applausi al Joyce Theatre di New York (a maggio), a Santiago del Cile (a
giugno) e al Teatro del Canal di Madrid (a dicembre), registrando ovunque il
tutto esaurito e un grandissimo successo di pubblico e critica.
I Momix – termine nato dalla
fusione di "Moses Mix", il titolo di un assolo ideato da Moses
Pendleton per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980, stesso anno
in cui fonda la Compagnia- sono uno straordinario gruppo di ballerini/illusionisti
che con “Bothanica” guideranno gli spettatori capitolini in un viaggio dentro la
natura in tutti i suoi aspetti, meravigliosa ed affascinante, in trepidanti
mondi nascosti, costantemente in fermento.
Una rappresentazione inebriante
e struggente, capace di far soffermare l’attenzione sulla bellezza e la
meraviglia di un mondo da preservare, che resterà sul palcoscenico del Teatro
Olimpico fino al 28 febbraio, nell'ambito della stagione dell'Accademia
Filarmonica Romana. Per tutto il mese di febbraio, a corredo dello spettacolo, sarà
allestita nel foyer del Teatro di Piazza Gentile da Fabriano, al secondo piano,
la mostra ''Bothanica'': un insieme di fotografie scattate dallo stesso
Pendleton su temi naturalistici, esposte insieme alle locandine storiche degli
spettacoli dei Momix a Roma, dal Momix Show del 1984 fino ad oggi. L’esposizione
è visitabile dalle ore 20.00, prima dell’inizio dello spettacolo.
“Bothanica” è diviso in due
parti: Winter Spring (il nome delle due prime stagioni Inverno-Primavera, ma
anche, in inglese, ''lo slancio dell'inverno'') e Summer Fall (Estate-Autunno,
ma anche ''la caduta dell'estate''). Meravigliosi i costumi,
realizzati da Phoebe Katzin, e
le luci, opera di Joshua Starbuck.
Superbe le danze, le acrobazie, le scenografie e le illusioni ottiche. Affascinanti
i suoni naturali che si alternano alle note delle Quattro Stagioni di Vivaldi e
ad alcuni brani di Peter Gabriel.
Le coreografie, realizzate
da Moses Pendleton con il co-direttore Cynthia Quinn, sono un insieme
di elaborati giochi ottici, intessuti di efficaci strutture dinamiche proprie
della modern dance americana: un fiore in un uccello, un essere umano in una
roccia, una donna in un uomo. Gli artisti presentano al pubblico entusiasta un
mondo di immagini surreali utilizzando giochi di luci ed ombre, movimenti del
corpo ed allusioni comiche; danzando riescono a trasformare gambe, braccia e
mani in piante, insetti e rocce. Lo spettacolo viene, così, vissuto dalla
platea come una metamorfosi: corpi che si trasformano in pietre, alberi, fino
ad esplorare la sessualità delle api o la voluttuosità di creature arcane.
Una colonna sonora di impressionante
varietà accompagna i ballerini nella loro esibizione: suoni provenienti da ben
trentacinque fonti diverse, una melodia della natura guidata dal canto degli
uccelli.
Come sempre,
Pendleton e i Momix ci offrono uno spettacolo imperdibile, inebriante e
struggente.