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Protezione Civile servizi spa e Vigili del fuoco ... |
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Scritto da Luciana Bandista
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Monday 30 November 2009 |
La nuova Società che dovrebbe nascere in seguito alla riorganizzazione del Dipartimento della Protezione Civile si dovrebbe chiamare “Protezione Civile servizi spa”, posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La costituzione della società è indicata nell’ultima bozza del decreto legge con cui verranno chiuse le principali emergenze in corso (Campania, Abruzzo, Messina). Il testo ripropone anche un’idea che già altre volte in passato era stata presa in considerazione da altri Governi: - l’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali, quasi una tassa a carico di tutti i proprietari di immobili. L’obiettivo della riforma è di concentrare la forza del Dipartimento, che dal primo gennaio 2010, dovrà fare a meno di Guido Bertolaso, sulla sua missione naturale: - la prevenzione delle catastrofi e le emergenze dei soccorsi. Tutto il resto dovrebbe essere affidato a strutture più adatte.
La prima incombenza di cui
la Protezione Civile dovrà liberarsi è quella della ricostruzione. In caso di terremoto, superata la fase dei soccorsi, bisogna rimettere in piedi le case. Nello schema proposto, questi compiti non devono più essere svolti da un’amministrazione pubblica, ma da una società per azioni.
La SpA , e quindi
la Protezione Civile sarebbe così alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei Ministri, anche se rimane da capire come si concilierà la rapidità delle pratiche con le regole europee sugli appalti pubblici. Ma si può privatizzare l’emergenza e con questa l’esercito di volontari che in questi anni si è occupato di terremoti, ricostruzioni, disastri ambientali e persino dei grandi eventi come, non ultimo il G8 svoltosi a L’Aquila ? Evento, peraltro, organizzato in tempi strettissimi e con un ottimo risultato. Secondo il governo, sembra di sì. L’idea di privatizzare
la Protezione Civile , almeno da un punto di vista giuridico, potrebbe diventare presto realtà. Vista la bozza del decreto legge. Anche se il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, non ne è ancora convinto, nel caso dovrà trovare un’adeguata copertura finanziaria, ma presto un pezzo dello Stato sarà convertito in azienda.
La Protezione Civile diventerà una SpA, una società per azioni. La ristrutturazione del dipartimento diretto dal Sottosegretario Guido Bertolaso è tutta nell’articolo 11 del decreto legge sulle “norme urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in Campania e l’avvio della seconda fase nel territorio della regione Abruzzo”. Privatizzazione giuridica della Protezione civile: - ovvero il passaggio, ad una spa, una gestione autonoma. Come d’altra parte, è stato finora in virtù dell’emergenza. Infatti l’emergenza oggi, consente poteri illimitati, discrezione assoluta, operazioni e investimenti al di fuori dei normali controlli: ed è proprio questo che s’intende “privatizzare”. Ma in questo caso, l’azienda resta comunque pubblica, ma nelle mani di un unico azionista: - il Presidente del Consiglio dei Ministri. Come recita l’articolo “attività di supporto strumentale al dipartimento degli interventi strutturali e infrastrutturali, l’acquisizione di forniture o servizi rientranti negli ambiti di competenza del dipartimento, ivi compresi quelli concernenti le situazioni di emergenza socio-economica-ambientale… nonché lo svolgimento di attività di formazione e ricerca con particolare riferimento al campo dell’ingegneria sismica”. Ovvero: “Secondo le direttive operative impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Capo del Dipartimento”. E quindi, secondo quest’ipotesi, da dicembre chi decide è Berlusconi. Il decreto legge sarà approvato entro la fine dell’anno. Da mesi se ne parla, mai nessuno, però, aveva proposto una discussione. “Tale previsione comporterà l’esternalizzazione di quasi tutte le attività di Protezione civile con effetti negativi sulla trasparenza e la rintracciabilità delle gare d’appalto, sulle attività di previsione e prevenzione dalle calamità che coinvolgono tutto il territorio nazionale ed escluderà dal controllo diretto sul territorio in prima istanza i sindaci, l’unica autorità di protezione civile riconosciuta dalla legge, nonché le regioni e le province, mentre in capo all’attuale dipartimento resteranno compiti di gestione dell’emergenza e di pianificazione”. Non soltanto una nuova società: - il decreto prevede anche nuovi dirigenti, assunti, per promozione automatica, dai gradi inferiori. Ed in questo nuovo scenario quale sarà la collocazione del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco ? Probabilmente sempre più emarginato dai compiti di protezione civile. Forse sarebbe meglio che
la Protezione Civile rimanesse in amministrazione pubblica a svolgere funzioni di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio con i Vigili del Fuoco, purtroppo a tutt’oggi, confinati alla manovalanza del soccorso ed a compiti di ordine pubblico. Il trasferimento di competenze dal Dipartimento per
la Protezione Civile ad una costituenda S.p.A., rende anche il soccorso un business, un’attività che si pone l’obiettivo di guadagnare a spese del contribuente. La creazione di questa nuova struttura in grado di acquistare inceneritori da società private con soldi pubblici stanziati per far fronte alle calamità nel paese, per poi cederli agli enti locali, ottenendo un ulteriore indebitamento dei comuni. Una società per azioni all’interno della quale i lavoratori della Protezione Civile, vedranno sottratte competenze e funzioni, e che verranno pubblicizzati e quindi, come per i Vigili del Fuoco, privati dei diritti sindacali e gerarchicamente “comandati”. I vigili del fuoco, neanche menzionati nella bozza del decreto. Rimarranno come rappresentazione mediatica dello Stato sul territorio, privati del loro ruolo nella cabina di regia delle emergenze, estromessi da tutte le attività di protezione civile, dopo la sottrazione di funzioni e competenze operata dalla nuova tipologia contrattuale.Sarà un ruolo di pura manovalanza pagata a basso prezzo ed in alcuni casi nemmeno pagata, come già succede. Rimanendo con le sofferenze giornaliere per prestare il soccorso, con i debiti in aumento nei confronti dei creditori, con mezzi ormai troppo usurati, con il personale in servizio che lavora su doppi turni, giorno, notte e festivi, senza ferie o tempo libero per le famiglie. Al soccorso ci penseranno le assicurazioni, visto che nello stesso decreto è prevista l’assicurazione obbligatoria per le civili abitazioni. Un quadro davvero inquietante e poco rassicurante. Quali le garanzie ? Quali le certezze ?
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BERTOLASO ????????? Scritto da Visitatore il 2010-01-28 00:29:17 Via Bertolaso. Berlusconi lo sostituirà con Mourinho Ieri era la giornata della memoria, e tutto il mondo ha ricordato la tragedia della Shoah. Compreso il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che ne ha approfittato per criticare la disorganizzazione delle truppe alleate durante la liberazione dei campi di sterminio. Bertolaso ha definito patetico lo sbarco in Normandia, dove è mancata da parte degli Stati Uniti ogni capacità di coordinamento. Un primo demenziale errore tattico è stato quello di inviare in Germania truppe composte principalmente da soldati di colore, i quali - ha ricordato Bertolaso - riescono a lanciare le granate solo a ritmo di musica, circostanza che rallenta le operazioni militari e irrita le popolazioni civili. Bertolaso ha spiegato che lui avrebbe saputo gestire molto meglio l’emergenza raggiungendo Omaha Beach a bordo di una moto d’acqua e trainando con gli sci un cameraman del Tg1 che avrebbe ripreso il tutto da un’angolazione favorevole: esattamente quello che è mancato per far funzionare i soccorsi ad Haiti. Messo piede in territorio tedesco, il capo della Protezione Civile si sarebbe rimboccato le maniche rimboccate della polo blu e avrebbe cominciato la ricostruzione di Dresda 2 seguendo il modello architettonico del primo insediamento nella zona: due palafitte sul fiume Elba. In questo modo, gli abitanti di Dresda, traumatizzati dal bombardamento, si sarebbero potuti svagare immaginando di essere in vacanza nel Neolitico. Queste ultime dichiarazioni di Bertolaso, come le precedenti sulla gestione degli aiuti ad Haiti, sono così ostili nei confronti degli Stati Uniti che Bin Laden le ha rivendicate. Hillary Clinton era talmente arrabbiata con Berlusconi che ha minacciato un embargo al Viagra. Per impedire alla situazione di degenerare, il premier italiano è costretto a scaricare il suo pupillo. Non dovrebbe essere complicato trovare una figura più adatta al ruolo. Bertolaso è così poco diplomatico che, per distendere i rapporti ed evitare future gaffe, Berlusconi sta pensando di sostituirlo con Mourinho. | BERTOLASO E LA NUOVA SPA Scritto da Visitatore il 2009-12-22 22:41:07 Protezione civile Super Spa La struttura di Bertolaso si trasforma in società per azioni. Così sui contratti per gli eventi ci saranno ancora meno controlli. Mentre il dossier choc sul rischio catastrofi viene ignorato Aiuto, qualcuno protegga i nostri soldi da Guido Bertolaso. Ora che la Protezione civile diventa una società per azioni nessuno potrà più chiedere conto al governo su appalti ed eventuali spese allegre. Pochi giorni fa, il 17 dicembre, Gianni Letta ha fatto approvare al Consiglio dei ministri il decreto studiato e voluto dal Guido più amato dagli italiani, e da Silvio Berlusconi, in cambio del ritiro delle sue annunciate dimissioni. Un'altra mossa che toglie di mezzo il Parlamento. Il passaggio chiave è scritto in poche parole: «Il rapporto di lavoro dei dipendenti della società è disciplinato dalle norme di diritto privato». Scende così un ulteriore velo di riservatezza su forniture, contratti, progetti per centinaiae centinaia di milioni di euro all'anno, e su assunzioni e consulenze, che non dovranno più passare sotto la lente della trasparenza pubblica. Una scorciatoia che unita alle ordinanze di urgenza e ai poteri di emergenza di cui gode la Protezione civile, trasformerà Bertolaso, 60 anni il 20 marzo prossimo, in un vicerè dalle mani d'oro a completo servizio del presidente del Consiglio di turno. Come già succede ora, ma con meno obblighi da rispettare. | BERTOLASO RESTA CON LA ERIGENDA SPA Scritto da Visitatore il 2009-12-18 19:25:23 Aveva fatto credere di essere stanco di fare il Superman delle emergenze e per questo Guido Bertolaso, poco più di due mesi fa, aveva confessato: «Mollo il Dipartimento e vado in pensione». Un mesetto dopo aveva confermato: «A fine anno me ne vado. Ma non si tratta di dimissioni, si tratta della possibilità di avvalersi di una legge, la cosiddetta legge “anti-fannulloni” voluta dal ministro Renato Brunetta, che consente ai funzionari dello Stato di andare in pensione con anticipo rispetto alla scadenza naturale. Io ho fatto domanda». Detto per inciso, si tratta di una norma destinata a decapitare lo Stato dei suoi uomini più esperti, come fu agli inizi degli anni ‘70 con la mai abbastanza vituperata legge detta “dei sette anni” di Giulio Andreotti, figlia di un cinismo elettorale che valse parecchi voti alla dc ma che sfasciò l’apparato statale e in particolare la polizia contribuendo a lasciare per qualche anno l’Italia in balia di malavita e terrorismo.Rivestita del finto efficientismo di Brunetta, questa norma ha un sapore antico e preoccupante che sembra sfuggire a quanti sono troppo occupati a “mandare a casa” Berlusconi bollandolo con la lettera scarlatta per rendersi conto dello sfascio in atto. La distrazione ha fatto sì che nessuno rilevasse le contraddizioni e anche i rischi del caso Bertolaso, il quale giovedì 17 docembre ha comunicato: «Avevo chiesto di poter andare in prepensionamento alla fine di quest’anno, ma il governo ha inserito una norma che prevede una proroga a questi termini e quindi rimarrò nelle funzioni di capo del Dipartimento fino ad un massimo di 12 mesi a partire da gennaio». Accidenti ’sto Governo. Ma non finiscono qui le contraddizioni. Bertolaso aveva detto (26 novembre) che «la Protezione Civile non va riorganizzata e tanto meno trasformata in società per azioni (Spa)». Aveva garantito che «la possibilità che la Protezione civile sia in via di privatizzazione, come ipotizzano alcuni organi di stampa, sono solo chiacchiere». Del resto, aveva sottolineato, «la Protezione civile non può che essere pubblica». Notizia fresca è che il Governo la Spa l’ha fatta. Lo ha annunciato lo stesso Bertolaso senza un’ombra di imbarazzo: «È stata approvata la realizzazione di una società di servizi che possa agire in nome e per conto della Protezione Civile». Una cosa non da poco, questa neonata società, alla quale sarà affidata «la gestione della flotta aerea e delle risorse tecnologiche, la progettazione, la scelta del contraente, la direzione dei lavori, la vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, l’acquisizione di forniture o servizi di competenza del Dipartimento, compresi quelli concernenti le situazioni di emergenza socio-economico-ambientale». Una Spa che nasce per decreto. Nello stesso provvedimento vengono dati in mano a Bertolaso 8,2 milioni di euro che serviranno ad assumere il personale che in questi anni ha lavorato per il Dipartimento. Insomma i servizi della Protezione Civile sono privatizzati. Su Blitz avevamo spiegato perché si tratta di un “bene pubblico puro”. Così non sarà più. E Bertolaso resta. La protesta degli sfollati abruzzesi Ma per questo c’è una spiegazione. Lui promise che «quel che è certo è che non me ne andrò fino a quando l’ultimo degli sfollati del terremoto del 6 aprile non sarà sistemato in un’abitazione sicura». Un impegno ribadito pubblicamente più volte. E come lui stesso ha dovuto ammettere il 9 dicembre, «3.000 sfollati che avrebbero dovuto ricevere le case entro la fine dell’anno non entreranno nei moduli abitativi provvisori (Map)». Peggio, molto peggio per altri 14 mila sfollati che si trovano sulla costa, di cui «il 60% vive in case prese in affitto ed il 40 % negli alberghi». Che dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio cui la Protezione civile dovrebbe rispondere? Ovviamente nulla, visto che è lo stesso Bertolaso che ricopre la carica di controllore di se stesso, senza il minimo imbarazzo e senza che ci sia qualcuno che glielo fa notare, a parte qualche moralista un po’ demodé. Naturalmente di dimissioni dal doppio incarico nessuno ha mai sentito parlare, anche se adesso il conflitto di interessi è ancora più lampante. | E BERTOLASO RESTA CON LA SPA Scritto da Visitatore il 2009-12-18 19:08:55 Aveva fatto credere di essere stanco di fare il Superman delle emergenze e per questo Guido Bertolaso, poco più di due mesi fa, aveva confessato: «Mollo il Dipartimento e vado in pensione». Un mesetto dopo aveva confermato: «A fine anno me ne vado. Ma non si tratta di dimissioni, si tratta della possibilità di avvalersi di una legge, la cosiddetta legge “anti-fannulloni” voluta dal ministro Renato Brunetta, che consente ai funzionari dello Stato di andare in pensione con anticipo rispetto alla scadenza naturale. Io ho fatto domanda». Detto per inciso, si tratta di una norma destinata a decapitare lo Stato dei suoi uomini più esperti, come fu agli inizi degli anni ‘70 con la mai abbastanza vituperata legge detta “dei sette anni” di Giulio Andreotti, figlia di un cinismo elettorale che valse parecchi voti alla dc ma che sfasciò l’apparato statale e in particolare la polizia contribuendo a lasciare per qualche anno l’Italia in balia di malavita e terrorismo.Rivestita del finto efficientismo di Brunetta, questa norma ha un sapore antico e preoccupante che sembra sfuggire a quanti sono troppo occupati a “mandare a casa” Berlusconi bollandolo con la lettera scarlatta per rendersi conto dello sfascio in atto. La distrazione ha fatto sì che nessuno rilevasse le contraddizioni e anche i rischi del caso Bertolaso, il quale giovedì 17 docembre ha comunicato: «Avevo chiesto di poter andare in prepensionamento alla fine di quest’anno, ma il governo ha inserito una norma che prevede una proroga a questi termini e quindi rimarrò nelle funzioni di capo del Dipartimento fino ad un massimo di 12 mesi a partire da gennaio». Accidenti ’sto Governo. Ma non finiscono qui le contraddizioni. Bertolaso aveva detto (26 novembre) che «la Protezione Civile non va riorganizzata e tanto meno trasformata in società per azioni (Spa)». Aveva garantito che «la possibilità che la Protezione civile sia in via di privatizzazione, come ipotizzano alcuni organi di stampa, sono solo chiacchiere». Del resto, aveva sottolineato, «la Protezione civile non può che essere pubblica». Notizia fresca è che il Governo la Spa l’ha fatta. Lo ha annunciato lo stesso Bertolaso senza un’ombra di imbarazzo: «È stata approvata la realizzazione di una società di servizi che possa agire in nome e per conto della Protezione Civile». Una cosa non da poco, questa neonata società, alla quale sarà affidata «la gestione della flotta aerea e delle risorse tecnologiche, la progettazione, la scelta del contraente, la direzione dei lavori, la vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, l’acquisizione di forniture o servizi di competenza del Dipartimento, compresi quelli concernenti le situazioni di emergenza socio-economico-ambientale». Una Spa che nasce per decreto. Nello stesso provvedimento vengono dati in mano a Bertolaso 8,2 milioni di euro che serviranno ad assumere il personale che in questi anni ha lavorato per il Dipartimento. Insomma i servizi della Protezione Civile sono privatizzati. Su Blitz avevamo spiegato perché si tratta di un “bene pubblico puro”. Così non sarà più. E Bertolaso resta. La protesta degli sfollati abruzzesi Ma per questo c’è una spiegazione. Lui promise che «quel che è certo è che non me ne andrò fino a quando l’ultimo degli sfollati del terremoto del 6 aprile non sarà sistemato in un’abitazione sicura». Un impegno ribadito pubblicamente più volte. E come lui stesso ha dovuto ammettere il 9 dicembre, «3.000 sfollati che avrebbero dovuto ricevere le case entro la fine dell’anno non entreranno nei moduli abitativi provvisori (Map)». Peggio, molto peggio per altri 14 mila sfollati che si trovano sulla costa, di cui «il 60% vive in case prese in affitto ed il 40 % negli alberghi». Che dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio cui la Protezione civile dovrebbe rispondere? Ovviamente nulla, visto che è lo stesso Bertolaso che ricopre la carica di controllore di se stesso, senza il minimo imbarazzo e senza che ci sia qualcuno che glielo fa notare, a parte qualche moralista un po’ demodé. Naturalmente di dimissioni dal doppio incarico nessuno ha mai sentito parlare, anche se adesso il conflitto di interessi è ancora più lampante. | Bertolaso - Bertolaso e Bertolaso ... Scritto da Visitatore il 2009-12-13 18:03:52 Che cosa accomuna la preregata della Louis Vuitton cup a Trapani, il G8 della Maddalena (mai avvenuto), quello de L’Aquila, il terremoto del 6 aprile e il Papa? La risposta è Guido Bertolaso e la Protezione civile. Ente creato, o meglio, modificato ad hoc dal governoBerlusconi per poter stanziare finanziamenti a nove zeri senza il controllo preventivo degli organi istituzionali. Nel libro Potere assoluto, la Protezione civile al tempo di Bertolaso, Manuele Bonaccorsi, redattore del settimanale Left, traccia un documentato ritratto di una macchina gigantesca e potente, che, grazie a decreti e ordinanze, può agire indisturbata in forza di situazioni di emergenza come calamità naturali o di dichiarazioni (discrezionali) di “grandi eventi”. Il suo capo, Guido Bertolaso, diventa così il Re Sole dei nostri giorni, il “legibus solutus”, che può disporre di fondi pressoché illimitati e poteri di ordinanza non soggetti al vaglio della Corte dei conti o della Corte costituzionale. Un sistema di potere che si regge sulla possibilità di elargire finanziamenti in deroga alle leggi (fino a riscrivere anche norme sull’ordine pubblico come nel caso di Napoli), ai regolamenti per la concessione degli appalti e ai diritti dei lavoratori (vedi G8 della Maddalena). L’inchiesta di Bonaccorsi parte dalle radici, che affondano negli anni ‘50, quando la Protezione civile doveva essere un organismo militare parallelo per prevenire e ostacolare “la scalata comunista ai posti e alle posizioni di comando e responsabilità” (che ricorda molto Gladio). Per arrivare ai giorni nostri, il Giubileo, le trasferte del papa, i cosiddetti “grandi eventi” come il quattrocentenario della nascita di san Giuseppe da Copertino diventano avallo di ordinanze e decreti che stanziano milioni di euro per appalti concessi a imprenditori amici, come nel caso dei mondiali di nuoto di Roma. Un immenso giro di affari e fabbrica di consensi. L’ultimo capitolo è dedicato a L’Aquila, forse il più evidente esempio dell’azione della Protezione civile nel controllo del territorio. Dalla gestione rigida e “paramilitare” dell’emergenza, alla totale autonomia e discrezionalità nella fase seguente: una città stravolta nel suo tessuto sociale dal sisma a causa di una prevenzione che non c’è stata. Una città che rischia di morire, sfilacciata, a colpi di decreto, in 20 new town, mentre la ricostruzione è ancora lontana dal cominciare. Il capitolo sul terremoto a L’Aquila è stato scritto da Matteo Marini, un amico dell’Arcobaleno di Cattolica. POTERE ASSOLUTO. LA PROTEZIONE CIVILE AL TEMPO DI BERTOLASO | Bertolaso - Bertolaso ed ancora Bertolas Scritto da Visitatore il 2009-12-13 17:59:23 Che cosa accomuna la preregata della Louis Vuitton cup a Trapani, il G8 della Maddalena (mai avvenuto), quello de L’Aquila, il terremoto del 6 aprile e il Papa? La risposta è Guido Bertolaso e la Protezione civile. Ente creato, o meglio, modificato ad hoc dal governoBerlusconi per poter stanziare finanziamenti a nove zeri senza il controllo preventivo degli organi istituzionali. Nel libro Potere assoluto, la Protezione civile al tempo di Bertolaso, Manuele Bonaccorsi, redattore del settimanale Left, traccia un documentato ritratto di una macchina gigantesca e potente, che, grazie a decreti e ordinanze, può agire indisturbata in forza di situazioni di emergenza come calamità naturali o di dichiarazioni (discrezionali) di “grandi eventi”. Il suo capo, Guido Bertolaso, diventa così il Re Sole dei nostri giorni, il “legibus solutus”, che può disporre di fondi pressoché illimitati e poteri di ordinanza non soggetti al vaglio della Corte dei conti o della Corte costituzionale. Un sistema di potere che si regge sulla possibilità di elargire finanziamenti in deroga alle leggi (fino a riscrivere anche norme sull’ordine pubblico come nel caso di Napoli), ai regolamenti per la concessione degli appalti e ai diritti dei lavoratori (vedi G8 della Maddalena). L’inchiesta di Bonaccorsi parte dalle radici, che affondano negli anni ‘50, quando la Protezione civile doveva essere un organismo militare parallelo per prevenire e ostacolare “la scalata comunista ai posti e alle posizioni di comando e responsabilità” (che ricorda molto Gladio). Per arrivare ai giorni nostri, il Giubileo, le trasferte del papa, i cosiddetti “grandi eventi” come il quattrocentenario della nascita di san Giuseppe da Copertino diventano avallo di ordinanze e decreti che stanziano milioni di euro per appalti concessi a imprenditori amici, come nel caso dei mondiali di nuoto di Roma. Un immenso giro di affari e fabbrica di consensi. L’ultimo capitolo è dedicato a L’Aquila, forse il più evidente esempio dell’azione della Protezione civile nel controllo del territorio. Dalla gestione rigida e “paramilitare” dell’emergenza, alla totale autonomia e discrezionalità nella fase seguente: una città stravolta nel suo tessuto sociale dal sisma a causa di una prevenzione che non c’è stata. Una città che rischia di morire, sfilacciata, a colpi di decreto, in 20 new town, mentre la ricostruzione è ancora lontana dal cominciare. Il capitolo sul terremoto a L’Aquila è stato scritto da Matteo Marini, un amico dell’Arcobaleno di Cattolica. POTERE ASSOLUTO. LA PROTEZIONE CIVILE AL TEMPO DI BERTOLASO | Berlusconi ci sta consegnando alle socie Scritto da Visitatore il 2009-12-08 11:25:50 tolta l'ICI per far posto all'assicurazione obbligatoria: capito dove voleva arrivare il cavaliere?!? | Alex Fi Scritto da Visitatore il 2009-12-01 15:12:53 Per fortuna noi Vf siamo una cosa a parte della PC, noi facciamo soccorso tecnico urgenti tutti i giorni e non solo per le calamità Se penso che qualcuno voleva buttarci dentro quel calderono a occhi chiusi mi viene i brividi. Tanto alla fine senza di noi la PC non esiste, resteremo gli unici attori della scena come ci meritiamo... | NON E' POSSIBILE !!! Scritto da Visitatore il 2009-12-01 00:52:46 !?!?!?!?!?!?!?!? |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 30 November 2009 )
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